DEBITI DEL DEFUNTO CON (EX) EQUITALIA: PAGANO GLI EREDI?

04.12.2020

Secondo il principio generale, l'erede deve farsi carico di tutti i debiti del defunto; se ci sono più eredi, ognuno ne risponderà in proporzione della propria quota di eredità (principio della responsabilità pro quota o responsabilità parziaria).

Ciò vale anche per i debiti con l'Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia), ma con dei limiti e delle differenze.

Anche per i debiti con l'ex Equitalia, infatti, l'erede risponde dei debiti del defunto, ad esclusione, però, degli importi dovuti a titolo di sanzione (es. sanzioni per il ritardato od omesso pagamento) e ad esclusione dei debiti derivanti da contravvenzioni al Codice della Strada.

Attenzione però: tale esclusione non opera automaticamente, ma soltanto su richiesta (o su ricorso, se necessario) dell'interessato.

Se ci sono più eredi, questi rispondono dei debiti tributari solidalmente (principio della responsabilità solidale), vale a dire che il Fisco potrà pretendere l'intero importo da un erede soltanto (sarà, poi, facoltà del malcapitato chiedere il rimborso agli altri eredi).

Secondo la giurisprudenza il principio della responsabilità solidale vale solo per le imposte dirette (quali IRPEF e IRAP), mentre per le imposte indirette e per le tasse vale il principio della responsabilità pro quota.

Inoltre, per aversi la responsabilità solidale, è necessario che il presupposto del debito si sia verificato prima della morte.

Come difendersi, quindi, dai debiti del defunto con il fisco?

Ovviamente è opportuna richiedere gli estratti ruolo del defunto per comprendere la sua situazione debitoria e calcolare se conviene accettare l'eredità oppure no.

Se la situazione debitoria è grave, si può rinunciare all'eredità. La rinuncia va fatta entro dieci anni dal decesso con le modalità stabilite dalla legge; se l'erede è già nel possesso materiale dei beni del defunto (come, ad esempio, nel caso del coniuge convivente), il termine è ridotto a tre mesi per completare l'inventario, ed entro i successivi 40 giorni dovrà fare la rinuncia.

Altro rimedio per tutelarsi dai debiti è l'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario: in tal modo l'erede risponderà dei debiti del defunto solamente con l'eredità, e non con il proprio patrimonio personale.

Infine, se si decide di accettare l'eredità, è bene verificare attentamente che tutte le cartelle esattoriali pervenute dopo la morte del debitore siano state notificate correttamente: se la cartella è inviata a nome del defunto, infatti, la notifica è nulla, in quanto la cartella va notificata agli eredi (impersonalmente) presso l'ultimo domicilio del defunto. Se, invece, vi sia stata accettazione dell'eredità da almeno 30 giorni, la notifica andrà fatta personalmente ad ogni singolo erede nel domicilio dichiarato.   

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